Sito ufficiale della Pinacoteca Nazionale di Siena

CITTA’ DI SIENA – MERLATURE

 

Passeggiando per questa città dal medioevo straordinario ci si accorge che molti palazzi (a partire dal palazzo pubblico!) sono dotati di merli alla sommità. Rialzi in muratura disposti a intervalli regolari che servivano inizialmente per offrire un riparo all’arciere, che così poteva ricaricare l’arma in sicurezza una volta che aveva scoccato il dardo, e, in un secondo momento, invece servirono soprattutto per “marcare” il proprio palazzo nobiliare, rendendo noto a tutti per che fazione si parteggiava: per i filopapali Guelfi, col loro merlo squadrato, o per i sostenitori dell’imperatore, i Ghibellini, che invece si dotavano di merli conformati a coda di rondine. Osservando i dipinti conservati nella Pinacoteca Nazionale di Siena, (qui Siena raffigurata da Sano di Pietro, ma troverete altri esempi) e poi il panorama mozzafiato della nostra sala: a Siena tutti i merli sono quadrati, sembrano tutti guelfi.
Ma sulla sinistra, si può notare l’unica merlatura ghibellina della città!
Si tratta del palazzo Chigi-Saracini, sede dell’ Accademia Chigiana. In città vi erano entrambe le fazioni e palazzi con entrambe le merlature, ma, con la definitiva sconfitta dei Ghibellini e l’affermarsi del governo dei Nove nel 1287, tutti i senesi della fazione perdente furono costretti a sostituire le merlature a coda di rondine con quelle rettangolari.
Come ricorda M. Martellucci il palazzo in questione però era un tempo appartenuto alla famiglia Marescotti, fieri ghibellini. Se la famiglia dovette per forza sostituire i merli della facciata, troppo in vista, le merlature a coda di rondine interne furono solamente tamponate, in modo da mantenere, in ogni senso, un cuore Ghibellino.
Espediente scoperto solo con un restauro della metà del Novecento che ci ha restituito le antiche merlature

 

 

 

 


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