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Adorazione dei Magi

Autore

Bartolo di Fredi (Siena, circa 1330/35-1410)

Data

1382 ca.

Materia e tecnica

tempera e oro su tavola,

Misure

cm 200x165

Inventario

inv. 104

Protagonista dell’arte senese della seconda metà del Trecento, Bartolo di Fredi è fortemente legato alla tradizione della prima metà del secolo, in modo particolare alle opere di Simone Martini. La sua pittura ha un aspetto tipicamente gotico, che si contraddistingue per un gusto spiccato per la decorazione.

Questa grande tavola è stata realizzata nel corso degli anni ’80 del Trecento e doveva, in origine, essere completata da una predella. Sono rappresentati vari momenti del corteo dei Magi, il cui viaggio è ambientato in un paesaggio fatto di colline brulle con pochi alberi isolati, che ricorda quello familiare dei dintorni di Siena. La città stessa è evocata, con le sue caratteristiche mura e la bicromia del Duomo, nella rappresentazione di Gerusalemme che i Magi attraversano, nell’episodio di sinistra, durante il viaggio di andata. Sulla destra si svolge, invece, il viaggio di ritorno verso le lontane terre d’origine.

Il primo piano è occupato dalla scena principale dell’Adorazione con il corteo che giunge al cospetto della Sacra Famiglia. Qui le figure si affollano nello spazio creando un gruppo stretto sospinto da dietro dai maestosi cavalli agitati. Alla parte sinistra in grande movimento si contrappone, sulla destra, la Madonna col Bambino, seduta e calma, e il San Giuseppe a cui è stato dato l’incarico di sorreggere il dono mentre il primo dei re si inchina ai piedi del Bambino.

Nello sfondo, l’uso dell’oro è limitato a una sottile striscia di cielo; in primo piano, al contrario, questo domina la scena. Le aureole e le corone sono realizzate come vere e proprie oreficerie, ma colpisce in modo particolare la ricca decorazione delle vesti i cui tessuti dai colori sgargianti sono finemente ricamati in oro. Le figure sono caratterizzate da un’espressività vivace e variata che raggiunge risultati anche molto originali, come nel caso del volto dell’uomo che trattiene un cavallo irrequieto.